Il Marocco, terra dalle opportunità economiche. Incontro a Palermo in presenza dell’Ambasciatore

Ieri mattina, 4 Dicembre, sono stato invitato a testimoniare l’esperienza aziendale (Flott SpA) e la mia personale, nel fare impresa nella meravigliosa terra del “Regno del Marocco“.

Palazzo Petyx: In presenza dell’Ambasciatore in Italia del Regno del Marocco S. E. Youssef Balla, dell’Amministratore Delegato della Banca Popolare S. Angelo D.ssa Ines Curella, del Sindaco di Palermo Prof. Leoluca Orlando, del Presidente IRFIS Avv. Giacomo Gargano, abbiamo raccontato la nostra (della Flott SpA) storia imprenditoriale in Marocco, partita nei primi anni ’90 e che raggiunge oggi tre stabilimenti produttivi (il quarto è in dirittura d’arrivo) e circa 900 persone che lavorano con noi.

Ho chiarito la differenza dei numeri dei costi di produzione, rispetto alle nostre economie occidentali, per cui è facile intuire quali sono, all’inizio di tutta l’analisi, gli elementi che portano un’azienda a considerare un processo di sviluppo in terra straniera. Ho anche aggiunto che a fronte di questa internazionalizzazione, grazie anche ad esse, noi abbiamo potuto crescere qui localmente aumentando le assunzioni nel nostro stabilimento in Italia ad Aspra (PA). Il processo della Flott SpA non è stato un classico processo di delocalizzazione, ma un semplice piano di sviluppo industriale che puntellava un aspetto fondamentale: essere li dove c’è la materia prima.

Ma ad una precisa domanda: cosa deve fare un’azienda per andare ad investire all’estero; ho risposto “deve immaginare un semplice processo di integrazione nella realtà locale. Non potete immaginare di fare impresa in un territorio in cui non innescate un processo di condivisione dei vostri valori, togliete la permeabilità ed aprite le porte dell’azienda alla comunità locale. Si lo so cosa pensate, ci sono dei punti deboli in questa risposta, il primo è che rischiate di innamorarvi del popolo e di quella terra. Bene a me è successo e stiamo realizzando il quarto stabilimento in Marocco“.

Grazie Marocco.

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